venerdì 9 dicembre 2011

Il bosone di Higgs alla stretta finale? Un bosone per Natale?

Il rumor che rimbalza negli ambienti della fisica teorica, e non solo, da qualche giorno è che grazie ad LHC sia stata finalmente osservata la particella delle particelle, e cioè il bosone di Higgs, la particella prevista dalla fisica teorica e mai (almeno finora) osservata, quella che darebbe la massa tutte le altre, quella per cui è stato costruito LHC, il più grande e costoso esperimento di fisica.

Un murale riproduce l'evento cercato sulla facciata dell'edificio che ospita la collaborazione ATLAS.
Nell’ambiente della fisica teorica che chi è sicuro che il leak che serpeggia corrisponda a verità, nostro dovere naturalmente è andare cauti. Certo che martedì 13 al seminario speciale indetto al CERN ci sarà da stare col fiato sospeso. La prossima settimana verranno infatti resi pubblici i risultati recenti dei due più grandi esperimenti di LHC, ATLAS E CMS. In realtà le dichiarazioni ufficiali raccomandano cautela: “qualsiasi risultato sicuro dovrà aspettare l’anno prossimo”, dichiarano i portavoce che aggiungono che i dati aiuteranno a restringere la regione in cui si sta cercando perché escluderanno alcune delle zone ad alta energia dove si sta cercando il bosone e mostreranno alcune intriganti possibilità che coinvolgono un piccolo numero di eventi a livelli piu bassi di energia.

Insomma “sobrietà“, parola che tanto va di moda in questi tempi. Eppure secondo più di qualcuno qualcosa bolle in pentola. Gli scienziati implicati hanno il vincolo di segretezza, e dubito che stavolta ci sarà il Zichichi di turno a rompere imprudentemente l’embargo. John Ellis, in passatodirettore del dipartimento di Fisica Teorica al Cern (dove sorge LHC) ha comunque dichiarato alla BBC che crede che martedì quello che avremo è un “glimpse” (barlume?) sul bosone.

L'importanza della conferma sperimentale dell'esistenza del bosone di Higgs - ipotizzata nel 1964 dal fisico scozzese Peter Higgs - è legata in parte alla circostanza che è l'unica particella prevista dal modello standard che non sia ancora mai stata osservata, ma ancor più al fatto che dalla sua esistenza dipende la coerenza del modello standard, tanto da essere stata addirittura soprannominata, con una certa esagerazione, "la particella di Dio".

Considerati i numerosi successi di questo modello, i fisici sono convinti della sua esistenza, ma purtroppo dal modello non possibile dedurre la massa del bosone stesso, una circostanza che ha rappresentato un'ulteriore difficoltà per la sua scoperta, dato che i fisici non sapevano "dove" cercarlo, ossia in quale range di energie (125 GeV, si stima).

Le prime ricerche erano state condotte con gli acceleratori LEP (Large Electron-Positron Collider) del CERN a Ginevra e Tevatron del Fermilab a Batavia, in Illinois, ma solo con l'entrata in funzione di LHC le speranze di trovare la sfuggente particella si sono fatte più concrete.

Fonti:

Nessun commento:

Posta un commento