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giovedì 19 luglio 2012

Il drago Epico

Il 26 maggio, la Space Exploration Technologies (SpaceX) segna la storia, diventando la prima compagnia commerciale del volo spaziale ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale.




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martedì 3 luglio 2012

Curiosity's Inception

Alle 7.24 ora italiana del 6 agosto prossimo, il rover Curiosity inizierà a scendere 'in profondità' sulla superficie del pianeta Rosso. Il tutto sarà possibile grazie ad un eccezionale lavoro di extreme engineering.


Ascoltate questa magnifica Sondtrack di Hans Zimmer, il miglior compositore presente sul pianeta Terra, a mio avviso.



Ora, dato che siete carichi, sarete pronti per affrontare

 

sabato 23 giugno 2012

Marte: una seconda casa entro il 2023?

Mars One è un progetto privato che punta a mandare nel 2023 degli uomini su Marte, senza possibilità di fare ritorno sulla Terra. Proprio così. Si tratta di colonizzatori, e il viaggio è senza biglietto di ritorno.



C’è una timeline già ben pianificata a proposito.
- nel 2013 comincerà la selezione degli astronauti (Martenauti?), che dovranno addestrarsi in una zona desertica, all’interno di una copia realistica della base che verrà successivamente installata su Marte.
- nel 2014 comincerà la preparazione della prima missione di rifornimento.
- nel Gennaio 2016 verrà lanciata la missione di rifornimento, un modulo senza equipaggio che porterà su Marte, entro Ottobre 2016, 2500 Kg di cibo e rifornimenti vari.
- Nel 2018 un rover esploratore robotizzato atterrerà su Marte per stabilire l’esatta locazione del campo base.
- Entro il 2021 saranno arrivate su Marte tutte le parti necessarie alla messa in atto del primo insediamento: due unità abitative, due ambienti di supporto vitale, una seconda unità di rifornimento e un’altro rover.
- Tutta l’acqua, l’ossigeno e l’atmosfera necessaria verranno prodotti in loco, estraendole dal suolo marziano, entro il 2022.
Il 14 Settembre 2022, verrà effettuato il lancio dei primi 4 astronauti diretti verso Marte.
- I 4 astronauti, atterreranno su Marte nel 2023.
- Nel Giugno del 2025, arriveranno i 4 astronauti successivi. Nel frattempo saranno arrivati altri moduli abitativi e di supporto vitale, e il primo gruppo di astronauti avrà completato l’espansione della base.

Si tratta di una iniziativa completamente privata. L’idea è che la missione dovrà essere gestita come un gigantesco evento mediatico, alla Grande Fratello, e l’enorme pubblico interessato a livello mondiale permetterà di avere un numero adeguato di sponsor per finanziare i costi.
L’ideazione del progetto è stata fatta da 4 persone: un imprenditore, un fisico aerospaziale, un ingegnere e una esperta di marketing e comunicazione.
Il progetto ha comunque già trovato diversi ambasciatori famosi, che sono disposti a metterci la faccia.

La riuscita dell'iniziativa dipende dal numero adeguato di finanziatori trovati.
Tutti i possibili problemi (persino quelli etici) sembrano essere risolvibili, a giudicare da quello che scrivono nelle FAQ.
L’unico ostacolo reale è il costo, ma l’idea di trasformare l’intera epopea del viaggio senza ritorno di un equipaggio di 4 uomini verso Marte, in uno show tipo Grande Fratello potrebbe anche funzionare.


E' bello vedere come 4 persone abbiano fissato un obiettivo difficile da raggiungere. Come anche nel caso di Elon Musk, il progetto Mars One riaccenderà in ognuno di noi la voglia di sognare un futuro dominato dalla convivenza, senza problemi, tra uomo e spazio. 
Se prima non ci autodistruggiamo, chiaramente.

mercoledì 30 maggio 2012

Un drago sospeso nel vuoto

Dopo l'impresa storica, ecco uno dei video più suggestivi della rete.



L'Expedition 31 ha praticamente completato le Cargo Operations, il trasferimento dei rifornimenti da Dragon alla Stazione ed il riempimento della capsula con materiale da portare a Terra.
Sono stati movimentati 520 Kg di rifornimenti e circa 600 Kg di down mass in circa 2 giorni.
Una curiosità. Durante le attività gli astronauti hanno avuto qualche piccola difficoltà legata ai compartimenti cargo della nuova navetta. Gli armadietti di Dragon non consentono infatti di essere riempiti con borse (standard ISS Cargo Transfer Bags) se queste sono un po' più piene del normale (gli altri veicoli cargo invece sono più flessibili).
Ad ogni modo, poiché gli oggetti che verranno portati a Terra con questa prima missione di Dragon non contengono parti "delicate", l'Expedition 31 ha usato un po' di "maniere forti" per riempire gli armadi.
Le regole di volo di Dragon impongono che tutti gli oggetto debbano essere all'interno degli appositi armadi di carico. E' vietato che qualunque cosa possa esserne al di fuori, e questo per essere in grado di calcolare con precisione il centro di gravità del veicolo per le operazioni di rientro controllato in atmosfera.
Dragon resterà agganciata alla Stazione fino a Giovedì. Dopodiché gli astronauti Don Pettit ed Andre Kuipers guideranno il braccio robotico della Stazione (SSRMS o Canadarm2) e sganceranno la navetta dal nodo Harmony per posizionarla a 10 metri dalla ISS, nel punto denominato Release Point.
Dopodiché seguirà una verifica dei sistemi di navigazione di Dragon ed intorno alle ore 12:00 (italiane) questa verrà rilasciata in volo libero. Verranno attivati i razzi di manovra e tre accensioni porteranno Dragon ad allontanarsi dalla Stazione.
Quattro ore dopo esseri separata dalla ISS, Dragon sarà a distanza di sicurezza e potrà accendere i propri razzi per iniziare la manovra di uscita dall'orbita che la porterà in una traiettoria di rientro controllato verso Terra. L'ammaraggio nell'Oceano Pacifico, a largo delle coste della California è previsto per le ore 17:42.

martedì 22 maggio 2012

Dragon vola nello spazio

E' iniziata una nuova era nell'esplorazione spaziale umana. Per la prima volta nella storia, un'azienda privata ha lanciato una missione spaziale verso la Stazione Spaziale Internazionale.

La capsula Dragon in cima al razzo Falcon 9 è decollata alle ore 9:44 (ita) di questa mattina dal Launch Complex 40 al Cape Canaveral Air Force Station, in Florida. Ogni lancio spaziale è un evento a sé, complesso ed esptremamente delicato. Siamo molto lontani da ciò che vediamo nei film di fantascienza, ma il volo di oggi ha un posto nella storia dell'astronautica.
Però l'ottimismo non può mancare: abbiamo un Drago nello spazio!



Fonte

domenica 6 maggio 2012

Un drago per la Stazione spaziale

Il prossimo 19 maggio, se tutto andrà come previsto, il programma di voli commerciali della SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation) compirà un altro passo avanti con il nuovo lancio del suo sistema spaziale Falcon/Dragon dalla base dell'Air Force a Cape Canaveral.



Il piano di missione prevede infatti che la capsula Dragon si avvicini alla Stazione spaziale internazionale (ISS), che dovrebbe raggiungere il 19 maggio. Se questa fase della missione avrà successo, la Dragon attraccherà alla Stazione, segnando il recordo di primo veicolo privato che si aggancia alla ISS.

NASA e SpaceX si preparano per il lancio
In questo volo di test la capsula non porterà carichi, ma SpaceX si sta attrezzando per il trasporto di astronauti, con l'obiettivo di riprendere i voli con equipaggio interrotti dagli Stati Uniti dopo il pensionamento dell'ultimo shuttle nel luglio dell'anno scorso.

Test con equipaggio. Nnella foto, gli ultimi due in basso da destra sono gli astronauti NASA Rex Walheim e Tim Kopra.
Assistita dalla NASA, l'azienda di Elon Musk, co-fondatore di PayPal, sta progettando le sedute, l'illuminazione, gli spazi di stoccaggio e i sistemi di controllo ambientale per il comfort e la sicurezza del suo equipaggio. La Dragon è abbastanza grande da ospitare 7 adulti di altezza fino a due metri e peso fino a 125 chili.

venerdì 4 maggio 2012

Per un pugno di voti

Oh famigerato effetto farfalla dell'affascinante teoria del caos! Ci fai incontrare l'uomo o la donna della nostra vita, ci regali delle terribili delusioni e ci hai sottratto moltissimi anni di pura Era Spaziale.


Wernher von Braun 
Ciò che seguirà è tratto dall'eccezionale libro Cosa resta da scoprire, di Giovanni F.Bignami.
La guerra in Vietnam, che durante il progetto Apollo vide il massimo dell'impegno in vite umane buttate via e di immensi costi, la continua e logorante guerra fredda, le contraddizioni del regime sovietico fino al suo collasso, la paranoia USA legata al bisogno assurdo di un sistema di "guerre stellari" sono tutte cause politiche ormai ben spiegate e studiate. [..] All'inizio, nell'agosto del 1969 poco dopo lo sbarco di Armstrong, neanche Wernher von Braun, l'eroe della Luna, aveva capito che l'esplorazione spaziale umana dello spazio era finita quasi prima di cominciare. Andrò avanti a una commissione del Congresso degli Stati Uniti a presentare il futuro, proprio partendo dalla splendida conquista della Luna. Fu accolto come un trionfatore, naturalmente. Grazie a lui e al suo mitico Saturno V (una V2 troppo cresciuta...) l'America aveva trionfato sull'Unione Sovietica.
Von Braun presentò ai legislatori, affascinati, un semplice piano, già completo anche nei dettagli, per uno sbarco di una flotta americana su Marte nel 1981. La presentazione che von Braun fece davanti al congresso è ancora disponibile negli archivi storici della NASA. E' un modello di chiarezza, concisione ed effiacia. Si comincia dicendo che andare su Marte entro il 1981 rappresenta, per gli USA, un impegno non maggiore di quello preso nel 1961 di andare sulla Luna. Poi spiega come si possa andare e tornare da Marte grazie alla propulsione nucleare (nel 1969!), a un'oculata scelta della traiettoria e delle risorse necessarie, distribuite in varie navi spaziali, ecc. Il tutto al costo di "un'operazione minore in qualunque teatro di guerra", ed era vero. Ma nonostante l'accattivante eloquenza di von Braun e il fascino di una missione su Marte, il Congresso disse di no, pare pochissimi voti di scarto.
Se il Congresso e l'amministrazione Nixon avessero detto di sì, io penso che, se non proprio nel 1981, oggi staremmo di sicuro esplorando la superficie di Marte (e forse gli USA avrebbero chiuso prima la guerra in Vietnam). Avremmo utilizzato in modo più costruttivo l'immenso patrimonio di risorse che pervicacemente, da sempre, la specie umana mette nel fare guerre a se stessa. Non importa: la specie è quella che è, e con i se non si fa la storia.

mercoledì 25 aprile 2012

Una pletora di risorse spaziali

La scorsa settimana, una nuova compagnia privata americana, con alle spalle alcuni dei più grandi multi-miliardari del settore hi-tech del mondo, ha annunciato come proprio obbiettivo niente di meno che creare un nuovo settore industriale sugli asteroidi e i processi per minarli, raccogliendo preziose risorse naturali in quantità "asteroidali".


Asteroids for Business!
"Questa nuova innovativa start-up cambierà per sempre il modo in cui l'umanità pensa alle risorse naturali" ha dichiarato il gruppo. E da quanto traspare dalle dichiarazioni, non è neanche una cosa nata da poco, ma sono già 3 anni che il gruppo lavora intensamente per preparare il piano. Ma vediamo meglio di che cosa si tratta.

Prima di tutto, come già detto, la nuova compagnia ha alle spalle alcuni investitori notevoli, tra cui Peter Diamandis, fondatore e CEO del famosissimo X PRIZE, ma anche Eric Anderson, fondatore della compagnia aerospaziale privata "Space Adventures. Ci sono anche i presidenti esecutivi di Google: K. Ram Shriram, Larry Page ed Eric Schmidt, oltre al regista James Cameron e al ex-architetto software della Microsoft Charles Simonyi. A questi si aggiungono anche moltissimi altri, tra cui tanti ex-astronauti, ingegneri che hanno lavorato alla NASA e scienziati di varie università.

Phil Plait, astronomo e blogger presso discovermagazine.com, ha intervistato Lunedì Chris Lewicki, che è il Presidente di Planetary Resources ed è anche Capo Ingegnere del team. La sua carriera è davvero eccezionale, avendo lavorato per moltissimi anni con la NASA come Direttore di Volo per i rover Spirit e Opportunity, su Marte, e anche come Manager della missione Mars Phoenix Lander, sempre della NASA, atterrato nelle regioni del polo nord del pianeta rosso.
"Questo è un tentativo di creare una posizione sicura e permanente nello spazio" ha spiegato nell'intervista. "Renderemmo realizzabile questa fase di esplorazione umana e questi grandi passi avanti nel campo spaziale, usando le risorse che ci sono là fuori." 
Il piano ha una struttura che ricorda quella del periodo Apollo: avere un grande obbiettivo in mente, ma fare passi graduali, pratici e utili al fine.

domenica 15 aprile 2012

400 generazioni

Oggi sembra che non vi sia più niente da esplorare. Vittime del loro stesso successo, gli esploratori restano sulla Terra. Forse è troppo presto. Forse non è ancora l'ora, ma gli altri mondi -con le loro opportunità ancora impensabili- ci stanno chiamando.



Non ho potuto dare una descrizione migliore al video precedente perchè non c'è. Sarà lo stesso per il prossimo che si può intitolare "Per mezzo centesimo abbiamo smesso di sognare". Se non siete molto abili in inglese, vi consiglio di attivare i sottotitoli, anche se non vi saranno di molto aiuto.

How much would you pay to the Universe?






Nel blog di Attivissimo viene tradotto l'intero monologo.
Questo è quello che è successo negli anni sessanta: eravamo in guerra con l'Unione Sovietica. Una guerra fredda, con un po' di guerra “calda” nel sud-est asiatico. Così avevamo paura di loro, perché avevano lanciato lo Sputnik – che fra l'altro, la gente non se lo ricorda ma era l'involucro svuotato di un missile balistico intercontinentale.
E “Sputnik” significa “compagno di viaggio”: tutto pacifico, insomma. Ma era la testata di un missile balistico, senza gli esplosivi. E quello fu quindi un segnale. E a noi, in America, venne il panico. La NASA fu fondata sull'onda della paura dello Sputnik. Bene. Così andiamo sulla Luna per paura che la Russia ci dominasse dall'alto. Poi andiamo sulla Luna e gli appassionati di spazio dicono “Oh, siamo sulla Luna nel 1969, saremo su Marte entro altri dieci anni!” Non avevano capito assolutamente le ragioni per le quali eravamo andati sulla Luna in primo luogo! Eravamo in guerra; quando abbiamo visto che i russi non erano pronti per andare sulla Luna abbiamo smesso di andarci anche noi. Questo non dovrebbe stupire nessuno che guardi di nuovo quel periodo.
Ma nel frattempo quell'intera epoca aveva galvanizzato la nazione. Lasciamo stare la guerra come motore. Ci galvanizzò tutti a sognare il domani. A pensare alle case del futuro, alle città del futuro, al cibo – tutto era FutureWorld, FutureLand, l'Esposizione Universale, tutte queste cose erano incentrate sul consentire alla gente di realizzare il domani. Era un atteggiamento culturale che ci era stato dato dal programma spaziale. E ne abbiamo raccolto i benefici di crescita economica perché avevamo gente che voleva diventare scienziato o ingegnere: la gente che rende possibile oggi che esista il domani. E anche se non sei uno scienziato o un tecnologo, darai valore a quell'attività. E queste, nel ventesimo secolo, sono le fondamenta delle economie di domani. Senza di esse, tanto vale che ci trasciniamo di nuovo alle caverne dove siamo diretti in questo momento – rovinati.
Sono stanco di ripeterlo, ma lo devo dire ancora: il budget della NASA ammonta a quattro decimi di cent per ogni dollaro di tasse. Se tenessi in mano un dollaro di tasse e lo tagliassi orizzontalmente per quattro decimi dell'un per cento della sua larghezza non arriverei neanche all'inchiostro. Quindi io non accetto che si dica “Non ce lo possiamo permettere”!
Vi rendete conto che gli 850 miliardi di dollari di salvataggio delle banche, quella somma di denaro, è più dell'intero budget di gestione della NASA di cinquant'anni? E quindi quando qualcuno dice “Non abbiamo abbastanza soldi per questo programma spaziale”, io chiedo “No, non è che non avete abbastanza soldi: è che la distribuzione dei soldi che state spendendo è distorta in un modo che vi fa eliminare l'unica cosa che dia alla gente qualcosa di cui sognare: il domani. La casa di domani, la città di domani, i trasporti di domani.” Tutto questo è finito negli anni settanta, dopo che abbiamo smesso di andare sulla Luna. È finito tutto. Abbiamo smesso di sognare.
E quindi io sono preoccupato che le decisioni del Congresso non tengono conto delle conseguenze di quelle decisioni sul domani. Mirano al rapporto trimestrale, mirano alla prossima tornata elettorale, e questo sta ipotecando il vero futuro di questo paese. Il domani non c'è più.
Se raddoppiate il budget della NASA – adesso è mezzo cent sul dollaro – lo portate a un cent, siate temerari, portatelo a un cent... Basterebbe per andare entro breve tempo su Marte con della gente e tornare sulla Luna e andare oltre a visitare un asteroide. La NASA, per quel che posso giudicare io, è una forza della Natura senza eguali. E quindi quello che mi preoccupa è che se togli il programma spaziale umano – un programma che, se fai avanzare le frontiere, fabbrica eroi – è un operatore di forza sulla filiera dell'istruzione che stimolerà la formazione di scienziati e ingegneri, di matematici e tecnologi. Fai nascere queste persone e le introduci nella società. Sono loro che fanno arrivare il domani.
Mezzo centesimo. Ci compri la Stazione Spaziale, lo Space Shuttle, tutti i centri della NASA, i veicoli robotici, il telescopio Hubble, tutti gli astronauti. Tutto.
Nessuno più sogna il domani. L'agenzia che ha il maggior potere sui sogni di una nazione è ora a corto di fondi per fare quello che deve fare: far avverare i sogni.
Quanto paghereste per l'Universo?

Cosa possiamo fare, dunque, per poter cambiare tutto questo?
Molto.

venerdì 30 marzo 2012

Un biglietto per Marte: un desiderio di Modernità?

"Mi faccia un biglietto per Marte." "Certamente, sono 400mila euro e circa trent'anni d'attesa."
Elon Musk, multimilionario fondatore di PayPal, Tesla Motors e SpaceX, ha annunciato che, per la fine del 2012 o al più tardi all'inizio del 2013, sarà pronto ad illustrare il suo piano per l'organizzazione dei primi viaggi spaziali verso Marte rivolti a tutti coloro che saranno disposti a staccare un bell'assegno da 500.000 dollari.

I viaggi sono basati sui Falcon Heavy, presentati già un anno fa
In una recente intervista il capo della società Americana SpaceX (Space Exploration Technologies) Elon Musk ha dichiarato che la sua azienda è riuscita a pianificare un viaggio su Marte. Maggiori dettagli verranno rivelati più avanti nell'anno o al più tardi all'inizio del 2013.
A questo link è possibile ascoltare l'intervista rilasciata alla BBC, durante la quale secondo Musk molto presto una missione sul Pianeta Rosso potrà essere fattibile anche in termini economici. Le sue parole: "La mia visione è per un sistema di trasporto spaziale tra Terra e Marte completamente riusabile, in grado di fare il pieno di propellente su Marte - questo è molto importante - così da non dover portarselo durante il viaggio di andata".
"Probabilmente presenteremo la strategia completa com maggiori dettagli alla fine dell'anno, ma sono abbastanza fiducioso che questo possa funzionare e che in ultima analisi potremmo offrire un viaggio su Marte in modo che anche la persona media possa permetterselo - diciamo la persona media dopo che ha messo da parte un bel po' di risparmi".
L'articolo della BBC non manca di aggiungere che secondo alcuni queste dichiarazioni del CEO di SpaceX sono più una spacconatache altro.
Come spiega Wired.com, le previsioni di Musk si riferiscono a un futuro non ben definito. Di sicuro i primi viaggi su Marte costeranno molto di più, ma il Ceo di SpaceX prevede che nell'arco di 10 anni il prezzo di un biglietto marziano potrebbe assestarsi intorno ai 500mila dollari. Ma, per adesso, l'agenzia privata ha lanciato con successo solo 4 razzi sperimentali.
Insomma, tutte le speranze sono riposte nella prossima missione della capsula Dragon. Se la navicella targata SpaceX riuscirà nella manovra di avvicinamento alla Iss, per Musk potrebbe effettivamente aprirsi un nuovo capitolo. L'interno del modulo spaziale in futuro potrà ospitare fino a sette persone. Facendo i calcoli dei biglietti staccati, un tour marziano frutterebbe ben 3,5 milioni di dollari.

La visione di Musk è estrema e anche abbastanza azzardata. Però credo fermamente che di questi tempi ci sia davvero bisogno di qualcuno che proponga obiettivi difficili. Quest'ultimi fanno sognare, si veda 1492 e il 1969. Tuttavia mi pongo una domanda: se non ci fossero queste idee ardue d'attuare, quale sarebbe lo scopo della nostra specie? La risposta individuale è quella classica: "Ognuno di noi è custode del significato della sua vita". E la risposta per la visione collettiva? Sono riluttante all'idea che il nostro unico scopo sia l'autoconservazione. 
Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una corsa verso lo spazio, una fretta di modernità senza precedenti. Non siamo ancora entrati nell'era spaziale in quanto il turismo spaziale non è ancora diffuso e accessibile. Sono pronto a scommettere che non siamo pronti a tutto questo, prima di tutto perchè manca una contestualizzazione sociale della voglia d'Esplorazione e quindi anche di Spazio. Però la questione è anche un'altra: dopo che abbiamo raggiunto quel punto esatto del progresso (in senso alto), cosa ne sarà del nostro scopo collettivo? Sono domande che possono anche essere interpretate come no-sense e spesso, quando me le pongo, mi gira la testa.
L'unica arma a disposizione per rispondere a tutto questo, è l'attesa e il lento avanzamento, alla velocità di un secondo al secondo, verso il futuro.

Fonti:

sabato 17 marzo 2012

Nei "panni" di un Booster

Questo filmato è stato girato in alta definizione, per cui l'immagine è eccezionalmente chiara. Ciò che davvero stupisce è il suono. L'audio è stato rimasterizzato da persone comuni oltre che dalla Skywalker Sound (sì, Skywalker Sound), e il prodotto finale è a dir poco incredibile.



Michael Interbartolo - che ha lavorato allo Shuttle Program presso il Mission Control di Houston - ha avuto da dire questo, riguardo il video, quando lo ha postato questa mattina su Google:
Just got this from the guys at Glenn who are finalizing the new special edition DVD/BluRay version of Ascent: Commemorating Shuttle which this will be an extra on. The video is shot from the Solid Rocket Booster Perspective up and down with enhanced sound thanks to Ben Burtt's son and the folks at Skywalker Sound. The team is still trying to figure out how to release this all to the public, but for now enjoy an exclusive first look.  NASA youtube doesn't even have the video.
Vedete quei numeri in alto a destra? Indicano la velocità dello Shuttle.
Vedete quel barlume di luce sullo sfondo buio pesto nei minuti 2:08 e 3:11? Si tratta della navetta che continua il suo percorso di volo in orbita terrestre bassa (LEO).Sentite il rumore inquietante, inquietanti gemiti e rumori strani che sembrano provenire da dinosauri (spaziali?!) ? Questo è ciò ascolta un Solid Rocket Booster, cadendo a terra da un'altezza di 150.000 piedi (45,72km).
Versione originale:
That's what it sounds like to be a Solid Rocket Booster, falling to Earth from an altitude of 150,000 feet.
Fonte

venerdì 2 marzo 2012

Nos sunt exploratorum

La Nasa si auto-celebra.  Il filmato "We are the Explorers" riassume in pochi minuti tutta la storia dell'agenzia spaziale americana. Dato che il nostro senso d'esplorazione non è nato dall'America ma dai nostri avi, il titolo in forma classica rappresenta un elogio a tutta l'umanità: classica, moderna e futura.


Il nostro futuro è nello spazio? 




Il governo americano riduce ogni anno i finanziamenti per l'esplorazione dello spazio, la Russia continua ad avere fallimenti, i prossimi esploratori dello spazio avranno gli occhi a mandarla? E' molto probabile.
Negli ultimi anni la Cina sta avendo un ruolo davvero notevole in termini di programma spaziale: entro il 2020 (!) dovrebbero avere la loro stazione spaziale.
I programmi dell’agenzia spaziale cinese sono guardati con molta attenzione dal resto del mondo. In pochi anni la Cina è riuscita a raggiungere importanti traguardi nell’esplorazione spaziale se consideriamo che il primo volo umano del paese è stato effettuato nel 2003, per giungere allo scorso ottobre quando la missione Shenzhou 8 ha eseguito alcuni docking automatici con il modulo orbitante Tiangong 1.
Per quanto riguarda la NASA, ultimamente hanno fissato le tappe per lo sviluppo dello Space Launch System (SLS).
Il debutto dello SLS, previsto nel 2017, avverrà con una configurazione iniziale con un carico utile in Orbita Terrestre Bassa (Low Earth Orbit o LEO) di 70 tonnellate, per poi essere incrementata a 105 tonnellate dopo il 2020 e raggiungere la massima portata di 130 tonnellate a partire dal 2030.La prima configurazione, nota come SLS Block 1, prevede che il vettore utilizzerà due booster laterali a combustibile solido a cinque segmenti, affiancati al primo stadio a combustibili criogenici -ossigeno liquido/idrogeno liquido-  con 4 motori RS-25D e con un secondo stadio sempre a combustibili criogenici provvisorio, in quanto lo sviluppo del secondo stadio che utilizzerà il motore J-2X non sarà terminato in tempo. In cima allo SLS Block 1 ci sarà la capsula Orion/Multi Purpose Crew Vehicle (MPCV), da utilizzare per le prime due missioni circumlunari denominate Exploration Mission 1 e 2, la prima nel 2017 senza equipaggio e la seconda nel 2021 (nella “peggiore delle ipotesi” secondo i manager della NASA che vorrebbero poterla lanciare nel 2019) con quattro uomini a bordo.La terza missione, o SLS 3, non è stata ancora pianificata.Il percorso di sviluppo fino ad ora tracciato dalla NASA per portare da qui a cinque anni al primo lancio dello Space Launch System prevede molti momenti di verifica intermedi ma anche una maggiore flessibilità di programmazione per potere evitare i problemi d'allungamento dei tempi di progettazione e di realizzazione, verificatesi con l’ormai defunto programma Constellation.


La navetta del futuro: Orion
La capsula Orion che volerà durante la prima missione di test è pronta per essere assemblata al Kennedy Space Center. Un team di tecnici, con precedente esperienza sullo shuttle, è pronto per lavorare sul prototipo che potrebbe volare già alla fine del 2013.
Il veicolo è attualmente in costruzione alla Michoud Assembly Facility (MAF), in Louisiana, e verrà trasportato in Florida il prossimo maggio, dove gli ingegneri della Lockheed Martin cominceranno la preparazione della navicella al volo. In particolare Orion verrà assemblata nell’Operations and Checkout (O&C) Building, dove verranno aggiunti lo scudo termico, i computer di bordo e l’avionica. Già a marzo 2012 comincerà ad arrivare in Florida l’hardware di volo per il modulo di comando, mentre il modulo di servizio per il volo del 2013/2014 sarà un mockup strutturale.

Fonti:

sabato 25 febbraio 2012

I voli di Dedalo

Il cielo ci chiama -se noi nel frattempo non ci autodistruggiamo-, riusciremo un giorno ad avventurarci verso un'altra stella? Lo spazio è la nostra ultima frontiera. Sulla Terra ci sono moltissimi problemi che potrebbero essere risolti utilizzando i fondi assegnati al settore spaziale. Facendo in questo modo perderemmo di vista l'aspetto più profondo dell'umanità: l'esplorazione.


Il 17 dicembre 1903 l'apparecchio, un aliante con due eliche e un motore a benzina, si sollevò da terra per 12 secondi sulla spiaggia di Kitty Hawk, nel Nord Carolina.
Nel 1903 nessuno avrebbe mai pensato che l'uomo sarebbe andato sulla Luna, 66 anni più tardi. Oggi quasi nessuno è sfiorato dall'idea che l'uomo potrà, un giorno forse non troppo distante, esplorare un altro sistema solare.
Ultimamente il settore spaziale ha subito notevoli rallentamenti e si sta assistendo ad una preoccupante diminuzione d'interesse globale nata dagli eventi post-Apollo.
A mio avviso gli umani non potranno andare su Marte o andare a far visita ad una stella vicina. Credo fermamente che sarà una specie molto simile alla nostra a fare ciò: una specie più collaborativa e, soprattutto, più prudente.

Settantant'anni dopo quello strepitoso anno, un gruppo di persone si dedicò ad un progetto che potrebbe passare alla storia.


Fra il 1973 e il 1978 la società inglese interplanetaria (British Interplanetary Society) progettano una sonda spaziale interstellare senza equipaggio. Una dozzina di scienziati e ingegneri, guidati da Alan Bond, hanno lavorato al progetto e hanno deciso di proporre una propulsione con un razzo a fusione.


Il motore funzionerebbe come mostrato da questo video



Esso è alimentato da una miscela dideuterio/elio-3 che verrebbe iniettata nella camera di reazione tramite un meccanismo di confinamento inerziale. Il plasma derivato dalla fusione verrebbe diretto verso un ugello magnetico. A causa della rarità dell'elio-3, dovrebbe essere raccolta dall'atmosfera di Giove tramite strutture robotiche sostenute da grandi mongolfiere che opererebbero per 20 anni.

L'astronave avrebbe due stadi


il primo dei quali opererebbe per due anni, portando l'astronave ad una velocità pari al 7,1% di quella della velocità della luce (0,071 c). Successivamente il primo stadio verrebbe espulso e il secondo verrebbe attivato per 1,8 anni, aumentando la velocità a circa il 12% di quella della luce (0,12 c), prima di essere spento. Dopo questa accelerazione iniziale l'astronave procederebbe nella sua rotta per 46 anni.

Trasportare qualcosa da un sistema solare all'altro è al momento poco economico. Ma nella nostra storia si è visto che abbiamo sempre superato gli ostacoli usando creatività ed ingegno.

Fonte:

martedì 17 gennaio 2012

Missione Gemini: spazio retrò

Recentemente sono state inserite sul sito della NASA le fantastiche foto delle missioni Gemini (le missioni preparatorie alle mitiche Apollo, quelle dello sbarco sulla Luna) restaurate in modo decisamente efficace.




Le immagini sono tutte bellissime, ma vi invito caldamente a consultare il primo link sopra riportato. Ora è tempo di un assaggio.










Quelli si che erano tempi d'oro!

giovedì 29 dicembre 2011

Anno Spaziale 2011

Si avvicina la fine dell’anno ed è inevitabile iniziare a trarre delle conclusioni riassumendo il 2011 spaziale con alcuni dati statistici.

STS-135, modulo Cupola
La più importante considerazione che risalta da questo iniziale conteggio è l’accresciuta considerazione che il mondo rivolge alla Cina per i progressi che ha raggiunto con i suoi progetti spaziali.
La Cina è stata la quinta nazione ad aver ottenuto una capacità autonoma di lanci spaziali, dopo Unione Sovietica, Stati Uniti, Francia e Giappone.
Per la prima volta dal 1970, anno che l’ha vista debuttare tra i paesi in grado di lanciare un razzo nello spazio, la Cina ha superato gli Stati Uniti nel numero di lanci spaziali eseguiti in un anno.
Tra satelliti militari, di navigazione, di comunicazione ed il cammino intrapreso per portare equipaggio umano in orbita, il vettore cinese Lunga Marcia è decollato 19 volte quest’anno, registrando un solo fallimento quando in agosto il razzo non è stato in grado di raggiungere l’orbita prevista.
I razzi Lunga Marcia hanno volato dal 1970 per 153 volte, registrando 9 insuccessi con un rateo di successo intorno al 94%.

Gli Stati Uniti hanno effettuato 18 lanci, numero che comprende 5 missioni Atlas, 3 voli Shuttle e 3 lanci ciascuno per i Delta 2, Delta 4 e Minotauro. Anche gli USA hanno registrato un fallimento, a marzo, legato ad un razzo Taurus XL con a bordo un satellite di ricerca sul clima.
Nessun altro lancio è previsto da qui a fine anno per gli Stati Uniti, mentre la Cina con gli ultimi 2 lanci effettuati pochi giorni fa per posizionare in orbita geostazionaria un satellite nigeriano di telecomunicazioni ed un satellite cinese di telerilevamento terrestre, ha superato gli USA con un risultato di 19 a 18.
Lo scorso anno ci fu un sostanziale pareggio poichè entrambe le nazioni toccarono la quota di 15 lanci orbitali.

Una ulteriore considerazione è che gli Stati Uniti siano scesi, in questa ipotetica competizione spaziale, al terzo posto. Gli USA hanno previsto per il 2012 dai 16 ai 20 lanci, tutti senza equipaggio umano. La Cina lancerà in orbita uno o due equipaggi umani, continuerà la costruzione della propria costellazione di satelliti di navigazione e posizionamento, e proseguirà a rifornire la propria flotta di satelliti spia e di ricerca.

I lanciatori Russo-Ucraini hanno raggiunto l’orbita terrestre 29 volte nel 2011. Questo numero include anche due voli Soyuz lanciati dallo spazioporto europeo in Guiana francese ed una missione del razzo Zenith lanciato dalla piattaforma commerciale Sea Launch nell’oceano Pacifico.

Nel 2011 sono stati effettuati a livello mondiale 83 lanci orbitali di cui 6 conclusi con un fallimento. Di questi sei incidenti quattro hanno riguardato la Russia, uno gli Stati Uniti ed uno la Cina. Questo dato evidenzia una forte preoccupazione rivolta all’affidabilità del vettore russo che, al momento, rimane l’unico abilitato a trasportare equipaggio umano da e verso la Stazione Spaziale Internazionale.

Per quanto riguarda la Russia occorre inoltre evidenziare il fallimento della missione della sonda Phobos-Grunt, il cui lancio è avvenuto con successo, ma successive avarie non hanno permesso alla sonda di lasciare l’orbita terrestre.

Di Marco Carrara

sabato 3 dicembre 2011

NASA e Russia collaborano per l'esplorazione di Marte

La prossima settimana si terrà un incontro a Parigi fra i rappresentanti delle Agenzie Spaziali degli Stati Uniti (NASA), Europea (ESA) e della Russia (RKA) con lo scopo di verificare le possibilità di una collaborazione congiunta per mantenere in vita i programmi di lancio di sonde verso Marte nei prossimi anni.


La NASA e l'ESA nel 2009 avevano avviato un programma congiunto di esplorazione robotica di Marte con l'ambizione di poter ritornare sulla Terra dei campioni di terreno marziano entro il 2020 e a questo scopo era stato programmato lo sviluppo di diverse sonde che avrebbero condotto a questo risultato.

Le ristrettezze di bilancio che la NASA e l'ESA dovranno fronteggiare in prospettiva per i prossimi anni, mettono però a rischio questi programmi.

Allo stato attuale, all'interno del programma ExoMars, sono in fase di realizzazione due sonde, la Mars Trace Gas Orbiter il cui lancio è previsto per il 2016, sviluppata dalla Thales Alenia Space Francese, una sonda che dovrà entrare in orbita di Marte con lo scopo di rilevare eventuali tracce di metano nell'atmosfera marziana, e un rover, da inviare nel 2018, con strumenti per effettuare esperimenti di astrobiologia con campioni del suolo marziano e la possibilità di prelevare il campione da riportare sulla terra con una ulteriore sonda.

ExoMars
Allo stato attuale, però, le due agenzie spaziali non si trovano nelle condizioni di poter effettuare i lancio di queste sonde.

In particolare all'inizio dell'anno 2011 la NASA ha comunicato a ESA di non poter pagare per l'utilizzo di un Ariane 5 destinato al lancio del Mars Trace Gas Orbiter in quanto il Congresso degli Stati Uniti ha dirottato sul programma del James Webb Space Telescope i fondi destinati alle missioni scientifiche perché viene considerato di maggiore priorità rispetto alle esplorazioni del Pianeta Rosso.

Poiché nel programma ExoMars la sonda Mars Trace Gas Orbiter ha lo scopo di servire come ponte radio con la Terra per le attività del rover, il mancato lancio del primo componente di fatto impedisce il successo dell'intero programma.

Nello scorso mese di ottobre 2011 l'ESA ha invitato formalmente la Russia a partecipare al programma ExoMars fornendo un vettore Proton per il lancio nel 2016 del Mars Trace Gas Orbiter, invito per il quale la Agenzia Spaziale Russa ha tempo fino al prossimo gennaio per indicare la propria eventuale adesione.

L'incontro che si terrà a Parigi nella prossima settimana fra i tecnici delle tre Agenzie Spaziali coinvolte ha lo scopo di verificare la fattibilità del coinvolgimento della parte Russa, per la quale, peraltro, il quasi certo completo fallimento del lancio della missione Phobos-Grunt nello scorso novembre 2011 comporterà una rivisitazione dei programmi di esplorazione di Marte.

Nelle speranze di NASA e ESA, il coinvolgimento della RKA permetterebbe di eseguire i prossimi passi della missione ExoMars lasciando inalterata la pianificazione dei lanci e degli obiettivi da realizzare, in caso contrario è ipotizzabile un rinvio di almeno due anni nel lancio delle sonde e con una riduzione degli strumenti scientifici trasportati, con il conseguimento di risultati scientifici inferiori alle potenzialità del progetto.

La bandiere di Marte
Di Giuseppe Corleo

venerdì 25 novembre 2011

Il robot Curioso in partenza per Marte

Vita o non vita su Marte? Questo è il problema. Almeno lo è per la NASA pronta a lanciare su Marte la sonda Mars Science Laboratory che avrà lo scopo di studiare la superficie, il sottosuolo e l’atmosfera del pianeta rosso alla ricerca di tracce di vita attuale o passata.

Il robot Curiosity, impressione artistica.
Tutto è pronto sulla rampa di lancio di Cape Canaveral in Florida da dove sabato 26 novembre verrà lanciata, alle 16:02 (ora italiana), la sonda Mars Science Laboratory (MSL) che porterà su Marte il rover Curiosity, un robot alto 3 metri e pesante oltre 900 chilogrammi costato oltre 2 miliardi di dollari.

Chiunque potrà seguire in diretta il lancio del vettore ATLAS V che porterà in orbita MSL direttamente in streaming sul sito di NASA TV. oppure sempre in diretta su AsiTV la Web TV dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Di Matteo Soldi

mercoledì 2 novembre 2011

Mars 500 torna a casa

Si va a concludere l'avventura di Mars 500, l'esperimento dell'Agenzia Spaziale Europea che ha visto cinque uomini simulare un volo verso Marte e ritorno, della durata di 500 giorni. Un lungo periodo di isolamento che sarà di aiuto nel realizzare la missione reale.

Conto alla rovescia per l’atterraggio dell’astronave dell’esperimento Mars 500 che sta simulando una missione di andata e ritorno su Marte. I 520 giorni di isolamento per l’equipaggio di Mars 500 si concluderanno il 4 novembre, quando il portello dell’astronave sarà aperto per la prima volta dal giugno del 2010.

L’esperimento è cominciato il 4 giugno 2010 a Mosca, quando alla periferia della città sei cosmonauti, fra cui l’italo-colombiano Diego Urbina, sono entrati in una struttura che ha simulato viaggio per Marte, esplorazione del pianeta e viaggio di ritorno. È stata la simulazione spaziale più lunga della storia e durante i 17 mesi della missione simulata su Marte, i sei volontari hanno eseguito esperimenti apparentemente infiniti: hanno monitorato corpo e cervello ed eseguito esercizi fisici.

“Analizzare il materiale raccolto durante l’esperimento richiederà un po’ di tempo ma già si può dire”, ha osservato Patrik Sundblad, specializzato in Scienze della vita presso l’Esa che “l’equipaggio può sopravvivere all’isolamento inevitabile che richiede una missione di andata e ritorno su Marte. Psicologicamente si può fare”.

Secondo l’esperto “l’equipaggio ha avuto i suoi alti e bassi, ma ce li aspettavamo. In realtà, abbiamo anticipato molti problemi”. Ad agosto è stato raggiunto il punto più basso dal punto di vista psicologico: era la fase più monotona della missione, amici e famiglie erano in vacanza e non hanno inviato molti messaggi all’equipaggio e c’era anche una piccola variazione nell’alimentazione.

Ma il morale dell’equipaggio è risalito di nuovo appena si è avvicinato il finale della missione: il flusso di messaggi è tornato normale dopo il periodo di vacanza e, soprattutto, è ritornata la comunicazione in tempo reale il 15 settembre dopo il ritardo artificiale. “L’alta fedeltà della simulazione è stato un fattore importante per il successo dell’esperimento” ha proseguito Patrik. Sapere, inoltre che questa missione sarà realmente di aiuto a una vera missione per Marte “ha reso possibile la sfida di un isolamento di così lunga durata per l’equipaggio”.

di Enrica Battifoglia

sabato 8 ottobre 2011

Il Robot curioso è pronto

Mancano soltanto 6 settimane prima del lancio del rover Curiosity verso la superficie del pianeta Marte, ed i tecnici stanno lavorando per completare gli ultimi test. Tra ieri e oggi il rover è stato inserito nel suo "guscio protettivo" per effettuare alcuni test finali e finire la configurazione degli strumenti integrati.

Il rover Curiosity
Ci troviamo in Florida, al NASA Payload Hazardous Servicing Facilitydel Kennedy Space Center.
La prossima foto mosterà Curiosity all'interno del "back shell powered descent vehicle" nella sua configurazione di lancio.

Il rover incapsulato all'interno del back shell
Come potrete vedere il rover ed il suo stadio di discesa motorizzato sono stati integrati e sono incapsulati all'interno del back shell, il rivestimento protettivo che comprende vari componenti tra cui il paracadute da usare durante la discesa su Marte.
I cerchietti gialli che vedete in cima alla struttura sono le antenne radar dello stadio di discesa e verranno utilizzate per calcolare la velocità di discesa e l'altitudine del rover.
Tutta la struttura viene ruotata da un potente braccio robotico per essere poi unita allo scudo termico ("heat shield").

Il momento dell'unione
Quest'ultima immagine mostra il veicolo nella sua configurazione di lancio, l'aeroshell assieme lo heat shield.

Questo è l'intero pacco da consegnare su Marte
Il rover è costato 2.5 miliardi di dollari e sarà finalmente lanciato con un razzo Atlas V il 25 Novembre, ma potrà, in caso di bisogno essere lanciato in qualsiasi giorno fino al 18 Dicembre 2011. L'arrivo al Cratere Gale è previsto per l'Agosto 2012.

Di tutte le missioni robotiche mai spedite verso Marte, e di tutti i rover mai costruiti, Curiosity è di gran lunga quello più complesso e avanzato. Il suo nome tecnico, Mars Science Laboratory, non è infatti casuale, dato che avrà un vasto carico di strumenti scientifici e potrà simulare molti esperimenti da laboratorio per la ricerca della vita su Marte, che sia passata o presente.



Fonti: