martedì 13 settembre 2011

Cinquanta nuovi pianeti extrasolari, in un colpo solo

Presentato oggi negli Usa, nel corso del convegno “Extreme Solar Systems”, il generoso raccolto delle ultime osservazioni dello spettrografo HARPS dell’ESO (European Southern Observatory). Dei 50 nuovi mondi scoperti, 16 sono “super-Terre”, una delle quali in orbita nella fascia d’abitabilità.

Impressione artistica del pianeta HD85512b.
Stella che vai, mondo che trovi. Il team di HARPS, il più implacabile cacciatore di pianeti extrasolari in circolazione, ha appena presentato il suo ultimo catalogo: una collezione di ben 50 mondi nuovi di zecca. Un numero impressionante, che in un colpo solo incrementa di quasi il 10 percento i pianeti extrasolari a oggi conosciuti. E non si tratta dei soliti giganti gassosi, ai quali siamo ormai abituati: ben 16 dei nuovi arrivati sono infatti classificabili come “super-Terre”, ovvero pianeti relativamente piccoli, la cui massa è compresa fra una e dieci volte quella della Terra.
Fra i 50 pianeti recentemente trovati da HARPS è quello destinato ad attirare maggiormente l’attenzione, visto che si trova nella fascia di abitabilità, quella ristretta zona entro la quale è possibile che vi sia presenza di acqua in forma liquida. Ma più ancora del singolo pianeta potenzialmente abitabile, o dell’affollata messe di mondi presentata quest’oggi, è ciò che questi risultati ci inducono a prevedere per gli anni a venire a dare un senso di vertigine: circa il 40 percento delle stelle simili al Sole, affermano infatti gli scienziati, ospita almeno un pianeta con massa compresa fra le 3 e le 100 masse terrestri.

«Il raccolto di HARPS ha superato ogni aspettativa, e comprende un numero molto elevato di super-Terre e di pianeti simili a Nettuno in orbita attorno a stelle molto simile al nostro Sole. Ma c’è di meglio: i nuovi risultati mostrano che il ritmo delle scoperte sta accelerando», ha dichiarato il responsabile del team di HARPS, Michel Mayor, dell’Università di Ginevra, presentando oggi i risultati al convegno “Extreme Solar Systems”, negli Stati Uniti.

HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), l’eroe indiscusso di questo ritrovamento di massa, è uno spettrografo ultrasensibile montato su un telescopio da 3.6 metri sull’osservatorio ESO di La Silla, in Cile. «Ha una precisione superiore a quella di qualsiasi altro strumento oggi in funzione», dice Francesco Pepe, astronomo dell’Osservatorio dell’Università di Ginevra, anch’egli membro del team di HARPS, «e dunque ci permette di vedere pianeti anche molto leggeri».
Finora HARPS ha trovato due super-Terre che potrebbero risiedere nella zona abitabile. Il primo, Gliese 581 d, fu scoperto nel 2007. HARPS è stato usato recentemente per dimostrare che l'altra candidata super-Terra nella zona abitabile intorno alla stella Gliese 581 (cioè Gliese 581 g) non esiste.


La zona abitabile, qui mostrata in due due tonalità di blu, è quella zona dove l'acqua liquida può essere liquida sulla superficie, quindi le condizioni di pressione atmosferica, temperatura e condizioni ambientali potrebbero in teoria essere giuste per la vita come la conosciamo. Questo grafico le distanze a cui si trovano alcuni famosi pianeti in base alle loro stelle. In alto abbiamo il Sole e accanto i pianeti del Sistema Solare. Sotto c'è la nuova stella HD 85512 ed il nuovo pianeta HD 85512b mentre ancora più sotto abbiamo il sistema Gliese 581.

Questi risultati fanno pensare agli astronomi di essere vicini alla scoperta di altri piccoli pianeti rocciosi e abitabili intorno a stelle simili al nostro Sole. Nuovi strumenti sono in progetto per favorire questa ricerca, tra cui una copia di HARPS che verrà installata al Telescopio Nazionale Galileo (Italia) nelle Isole Canarie, per osservare le stelle del cielo settentrionale, così come un nuovo e più potente cercatore di pianeti, ESPRESSO, che verrà installato al VLT (Very Large Telescope) dell'ESO nel 2016. In un futuro più lontano lo strumento CODEX dell'E-ELT (European Extremely Large Telescope) spingerà questa tecnica ad un livello ancora più alto.




"Nei prossimi dieci o venti anni dovremmo avere una lista dei potenziali pianeti abitabili nelle vicinanze del Sole. Compilare la lista è essenziale perchè futuri esperimenti possano cercare indicazioni spettroscopiche della presenza di vita nell'atmosfera degli esopianeti," conclude Michel Mayor, che ha scoperto il primo esopianeta intorno ad una stella normale nel 1995.

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